MONTE BATTAGLIA O MONTE DE-LLA BATTAGLIA di Giuseppe Pittano |
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Da dove deriva il nome di questo castrum medioevale, quota militare, punto strategico dell'ultima guerra a cavaliere delle valli del Senio e del Santerno nell'appennino toscoromagnolo? Quest'interrogativo ancora oggi non è risolto ma la storia della rocca dai secoli bui ad oggi giustifica ampiamente il toponimo. Attorno a questa vetta battuta dal vento e dalle tempeste nella prima metà del 500 d.C. si scontrarono, durante la guerra |
gotica, giganti come il re degli Ostrogoti Totila e i generali dell'impero bizantino. Per tutto l'arco del medioevo lottarono per la sua conquista bolognesi, imolesi, faentini, forlivesi, ravennati, conti di Cunio, di Bagnacavallo, di Donigallia, ecc. Durante l'ultimo conflitto Monte Battaglia fu il caposaldo della linea gotica (strana questa coincidenza di nomi: guerra gotica-linea gotica).Tra il settembre e l'ottobre del '44 tedeschi ed alleati vi concentrarono alternativamente il loro fuoco e i loro attacchi, per la conquista della sommità. Circa 2.000 partigiani si alternarono con gli alleati nei violentissimi attacchi attestandosi anche a Monte Cappello, Monte Carnevale e Posseggio. In un groviglio di lotte confuse furono coinvolti uomini della V armata americana del generale Clark, soldati delle divisioni britanniche, patrioti, tedeschi, brigatisti e repubblichini che si scontrarono violentemente sotto una pioggia incessante, in mezzo al fango e alla nebbia. Quando l'11 ottobre i tedeschi lasciarono definitivamente la zona dei combattimenti, sul tragico campo di battaglia giacevano armi e cadaveri. Alcuni patrioti indossavano ancora le divise estive in un clima che anticipava l'inverno. "La piccola Cassino" la chiamarono in quei giorni i giornali alleati. Per noi - dice Luciano Casali, docente dell'ateneo bolognese - Monte Battaglia rappresenta il fatto nuovo nella storia d'Italia: l'irrompere insieme sulla scena, da protagonisti, di contadini, operai e intellettuali che mai si erano trovati fianco a fianco nella storia del nostro Paese, esclusa la parentesi garibaldina. E furono proprio i rappresentanti di queste classi che piantarono per primi la bandiera della libertà sul torrione di Monte Battaglia. Oggi sulle sue pendici, tra castagni e faggi, salgono i turisti in cerca di memoria e di relax. Prima di questi però Monte Battaglia aveva avuto un turista d'eccezione: papa Giulio lì che nel '500, con un corteggio di prelati, inservienti, muli e salmerie passò proprio da Monte Battaglia - è lo studioso Sanzio Bombardini a descriverci questa "passeggiata" - tra le imprecazioni e le maledizioni del seguito che non ne capiva i motivi. I cronisti del tempo non ce li spiegano: forse Giulio lì, turista sui generis, con questa sua escursione fuori programma meditava una diabolica manovra nella sua guerra contro Bologna? La storia non ce lo dice come, forse, non ci dirà mai perché questa vetta si chiama Monte Battaglia.
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