Toponimo

Il primo documento che ricorda Monte Battaglia è un atto rogato nel 1154 entro le mura della rocca che viene indicata come castrum de Monte Batalla.
Quasi nove secoli di storia non hanno permesso di individuare con certezza l'origine di quel toponimo che vede gli storici e gli studiosi di toponomastica divisi su due ipotesi. Da una parte c'è chi si rifà ad un'importante battaglia fra Goti e Bizantini, mentre dall'altra parte c'è chi guarda alla

dominazione longobarda, individuando nel toponimo "battaglia" un'alterazione del termine longobardo pataia, cioè lembo di stoffa che sventola, qual doveva apparire un vessilo o una bandiera mossa dal vento sulla cima della torre di Monte Battaglia.
Tra i sostenitori della prima ipotesi troviamo Gina Fasoli dell'Università degli Studi di Bologna, la quale, nella relazione "Ricerche su un toponimo" presentata nel corso della Giornata di Studi su Monte Battaglia svoltasi a Casola Valsenio il 21 luglio 1973, ipotizzava:
Monte Battaglia, il monte della battaglia: ma di quale battaglia? Deve essere stata una battaglia importante, se ha dato vita ad un toponimo destinato a sopravvivere per secoli. Una battaglia importante per gli effettivi in campo, ma soprattutto per il significato che lo scontro armato aveva nella storia e nella vita di tutta la regione e che deve essere stata combattuta prima dell'anno 1154. (...)
Dobbiamo voltare altre pagine a ritroso nel gran libro della storia d'Italia ed arrivare alla guerra gotica, alla guerra tra Goti e Bizantini e più precisamente al 542, quando Totila, battuto l'esercito imperiale a Faenza, passò ad assediare Firenze e costretto a togliere l'assedio si ritirò nel Mugello, difendendo accanitamente contro tutti i tentativi di riscossa dei Bizantini i valichi dell'Appennino tosco-romagnolo: è l'unico momento storico in cui si possa ipotizzare una grande battaglia o per lo meno una battaglia il cui valore politico trascenda il fatto puramente episodico: una battaglia combattuta non da tirannelli turbolenti e faziosi, ma una battaglia combattuta tra due giganti come Totila e l'Impero bizantino, che decidevano con le armi le sorti d'Italia.
Sulle stesse posizioni della Fasoli troviamo Romeo Galli che sul Corriere Padano del 15 gennaio 1943 scriveva: "Come e quando seguisse la battaglia che improntò del suo nome la vetta solitaria, non sappiamo! Battaglia fra Etruschi e Galli? Fra Goti e Bizantini? (...) Nel 542 re Totila battè, sul nostro Appennino avanti di sterminarle a Faenza, le schiere imperiali; non è inverosimile, pertanto, che lassù seguisse uno scontro sanguinoso". Anche Giulio Cesare Cerchiari nel Ristretto Storico della Città d'Imola del 1847 si rifà ad una battaglia, ma collocata in epoca diversa: "Monte Battaglia chiamavasi Monte delle Battaglie per le molte zuffe che ebbero luogo fra i Barbari e gl'Imolesi che colà nel principio del secolo decimo si erano riparati e fortificati".
Altri studiosi invece ipotizzano un'origine del toponimo più semplice e singolare. Come Antonio Polloni il quale nella pagine della Toponomastica Romagnola sostiene che "battaglia" è probabilmente un'alterazione del termine di origine longobarda pataia, cioè straccio o meglio straccio o lembo di stoffa che sventola. Come conferma il vocabolo patajôl o patajòla usato nel dialetto romagnolo fino a pochi decenni fa per indicare quel lembo di camicia che fuoriesce, sventolando, dalla patta aperta dei bambini.
E molto probabilmente un vessillo, un drappo o una bandiera sventolava in cima alla torre di Monte Battaglia quale segnale di collegamento tra i punti fortificati del sistema militare difensivo di appartenenza. Sistema che rimanda ai Longobardi, cioè alla seconda metà del VII secolo. Tutte le storie sulla valle del Senio concordano nell'individuare il percorso del rio Cestina, affluente del Senio, quale linea di confine tra Esarcato e Longobardi.
Questi ultimi crearono una linea difensiva lungo il crinale che corre alla sinistra del Cestina con alcuni insediamenti fortificati - probabilmente torri di vedetta e di difesa - tra cui quelli di Campalmonte e Monte Battaglia che, via via, vengono rinforzati e nel 961 vengono ricordati come castelli dal cronista Giovanni Antonio Linguerri nel manoscritto Storia della valle del Senio. Le due rocche erano in mano alla famiglia Campalmonte che nel 1046 viene scacciata da bande di "montanari" e si rifugia a Imola; Comune che poi riconquista Monte Battaglia riaffidando la rocca ai Campalmonte che la fortificano. E' probabilmente in questo periodo che essa assume l'assetto pervenuto nella forma fino a noi, pur attraverso ricostruzioni e rimaneggiamenti. 

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