Il Cimitero Simbolico

Finita la seconda guerra mondiale, Monte Battaglia è per americani e tedeschi il luogo dei combattimenti tra i più duri e sanguinosi sostenuti in Italia. Per gli italiani ed in particolare per le popolazioni delle vallate del Senio e del Santerno, che avevano seguito i combattimenti attraverso il fragore e i bagliori dei bombardamenti, rappresenta un simbolo ed un passo importante del cammino verso la liberazione dal nazifascismo; un passo per il quale la 88^ Divisione Blue Devils aveva pagato un tributo altissimo. E’ con questi sentimenti che sul finire del 1949 il professor Augusto Rinaldi Ceroni, direttore della Scuola Professionale per l’Agricoltura di Casola Valsenio, progetta insieme a Giuseppe Pittàno, docente della stessa

scuola, la realizzazione di un "Cimitero simbolico in onore dei soldati americani caduti a Monte Battaglia per la liberazione del territorio della Repubblica Italiana". Un progetto attorno al quale viene costituito un comitato cittadino che trova l'immediata e completa adesione dell'Amministrazione Comunale di Casola Valsenio.
Nel febbraio del 1950, Rinaldi Ceroni si reca a Bologna per illustrare il suo progetto al direttore dell'ufficio del United States Information Service, al fine di avviare l'iter per ottenere l'autorizzazione da parte dell'autorità americana competente. Autorità che viene individuata nell'American Battle Monuments Commission che ha a Roma il suo Ufficio per il Mediterraneo e al quale il 10 marzo, il sindaco Filippo Pirazzoli scrive: "Dietro consiglio del direttore USIS di Bologna J. P. Fromer, porto a conoscenza di codesta Commissione che il Comune di Casola Valsenio ha intenzione di costruire un Cimitero di guerra simbolico a ricordo degli americani morti durante la guerra 1940-1945 su Monte Battaglia in uno scontro con i tedeschi per la presa del fortino. Il fine che si propone l'Amministrazione Comunale è quello, oltre ad erigere un monumento utile a testimoniare le gloriose gesta dei militari americani, di valorizzare la zona di Monte Battaglia mediante il continuo pellegrinaggio di cittadini Americani ed Italiani. Il Governo Americano non dovrà subire alcuna spesa".
Due settimane dopo, il colonnello William Walker risponde "Il sentimento con il quale ho letto la proposta della vostra comunità di onorare i soldati americani morti nella vostra zona è stato molto gratificante. Voglio esprimere alla comunità i miei più sinceri ringraziamenti per la creazione di un cimitero simbolico in ricordo dei nostri eroi morti". Ed aggiunge che riguardo ad un intervento nella realizzazione del progetto da parte del Governo Americano esistono limiti di leggi e di regolamenti, ma inoltrerà ugualmente la richiesta a Washington.
Il Comune di Casola Valsenio prende atto del consenso dato all'iniziativa e quindi, tramite il suo ufficio tecnico avvia i lavori del cimitero simbolico. E nello stesso tempo chiede alla Commissione statunitense "il numero dei Militari Americani caduti nella zona del fortino di guerra ed il nome di essi al fine di scolpire una lapide commemorativa che sarà scoperta all'inaugurazione". A metà giugno il colonnello Walker risponde: "La risposta testé ricevuta dall'Archivio Storico dell'Esercito degli Stati Uniti non mi permette di soddisfare tale desiderio. Mi viene infatti comunicato che la compilazione di liste di Caduti nelle singole azioni di guerra nei vari teatri di operazione non è prevista per il momento, dato l'enorme mole di ricerche che tale preparazione comporterebbe ed il limitato numero di personale di cui l'Archivio Storico dispone attualmente".
I lavori comunque sono andati avanti ed all'inizio dell'estate il cimitero simbolico è completato. Insieme alla sistemazione e alla ripulitura dell'area sono stati realizzati alcuni gradoni ai piedi dello sperone del lato nord che portano ad un ripiano nel quale sono ordinati su sei file, una sessantina di cipressi. Alberi cari al culto dei morti perché richiamano l'immortalità e che, collocati su quell'altura spoglia, come ha lasciato annotato Rinaldi Ceroni "simboleggiano il contatto fra terra e cielo". L'assenza di elementi indicativi delle motivazioni che avevano portato alla creazione del cimitero simbolico farà si che, col tempo, esso appaia agli occhi di chi sale a Monte Battaglia, dedicato a tutti i caduti in quel luogo e non solo agli americani.

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