Il  Decennale

Nel dopoguerra, Monte Battaglia continua ad essere un luogo del ricordo anche per gli ex partigiani, in particolare quelli della 36^Brigata Garibaldi. Soprattutto dopo le elezioni politiche del 1948 che innescano un’azione governativa critica nei confronti della guerra partigiana e dei suoi protagonisti, soprattutto se di sinistra. Così che, seppur non dichiaratamente, le componenti politiche del governo - democristiani, liberali, socialdemocratici e repubblicani - celebrano in modo sempre più formale e meno sentito il ricordo e gli anniversari della Resistenza, alla quale pure avevano partecipato o con formazioni politicamente orientate o con elementi attivi in altre formazioni e nei Comitati di Liberazione.

Contemporaneamente si delinea un’identificazione sempre più accentuata tra Resistenza ed i partiti comunista e socialista e le loro associazioni partigiane che, con tenacia, difendono e tutelano il ricordo della guerra partigiana.  Anche raccogliendosi attorno ai simboli più emblematici, come Monte Battaglia. Dove, il 6 giugno 1954, in occasione del Decennale, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) organizza una manifestazione celebrativa annunciata da un manifesto che riporta: Se le manifestazioni del Decennale della Resistenza hanno vasta eco nelle celebrazioni che avvengono in tutti i Comuni d’Italia, quella di Monte Battaglia è senza dubbio fra le più significative. Su questa vetta squallida che domina le valli del Senio e del Santerno, sulle sgretolate pietre del vecchio torrione medioevale dieci anni or sono sventolò la bandiera della Libertà dopo epica lotta che vide alternati nella mischia combattenti di ogni paese. Qui, nella piccola Cassino al centro della linea gotica, le Brigate partigiane della 36^ Garibaldi vissero una delle pagine più gloriose della Resistenza: la vetta più volte ripresa con alterne vicende di stragi e di glorie divenne il simbolo di meta gloriosa dalla quale irradiò la luce della Libertà e dell’Indipendenza. La Sagra Popolare del 6 giugno vuole pertanto chiamarci a raccolta perché nel ricordo del Valore e del sacrificio del secondo Risorgimento Nazionale si trovi lo stimolo perché l’unità della Resistenza ritorni baluardo a salvaguardia della Indipendenza Nazionale. Nell’occasione viene scoperta nella parte bassa del lato est dello sperone difensivo una lapide che recita:
FECE QUI LA SUA STORIA
UN BATTAGLIONE DELLA 36^ BRIGATA GARIBALDI
IL 25-26-27-28 SETTEMBRE 1944
E FU UN CAPITOLO DELLA RESISTENZA
PER I PARTIGIANI LA VITA ERA VECCHIA
SE FATTA A PICCOLI PASSI
IL LORO SANGUE SI MESCOLÒ
ALLE ACQUE DEI TORRENTI
TINSE L’ERBA DI ROSSO PER LANCIARE UN MESSAGGIO
CHE IL POPOLO ITALIANO SEPPE RACCOGLIERE
RICONOSCIMENTO AL VALORE DELL’UOMO
MONITO AGLI INVASORI
E AGLI OPPRESSORI DELLA PATRIA
ONORE AL TUO GRANDE NOME
MONTE BATTAGLIA

E da questo momento Monte Battaglia diventa per gli ex partigiani della 36^Brigata il luogo della commemorazione e del ricordo di tutti i compagni caduti per la liberazione dai nazifascisti.  E per tutti il luogo della memoria e della celebrazione della Resistenza in un susseguirsi di incontri e raduni, come quello che nel 1958 vede la presenza dei pionieri di tutta la Romagna

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